TESTIMONIANZA di Mercedes Tonelli

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Mercedes Tonelli

Professionalmente ho conosciuto Cerini, l’ispettore Cerini, all’inizio della mia carriera scolastica soprattutto come rappresentante dell’istituzione e ho nutrito per lui il rispetto che si deve alle figure che riconosci saranno pietre miliari nel tuo percorso. Con il tempo l’ho apprezzato sempre di più anche come formatore, nelle sua idea di scuola, e di persone di scuola, mi sono sempre riconosciuta: la scuola comunitaria, l’importanza dell’educazione e del bene comune.

Un uomo di una cultura sconfinata e mi piaceva il suo saper trasformare concetti complessi in parole semplici che ti entravano dentro e ti davano stimolo e motivazione per andare avanti con la voglia di sperimentare e di innovare.

Grazie ad AICQ ho potuto conoscere anche un pezzetto di privato e apprezzare la sua semplicità.

Mi piace ricordare quando su Facebook, dopo vari tentennamenti, mi sono azzardata” a chiedere la sua amicizia e lui mi ha risposto quasi immediatamente: “Ma ci conosciamo?” e io ho ribattuto: “Io sicuramente la conosco bene,  in quanto l’ho seguita e la seguo in tanti corsi di formazione, lei no.” La sua risposta è stata: “Bene, le darò l’amicizia sulla fiducia!”.

Ecco la fiducia: un uomo che viveva la vita con fiducia e che dava fiducia.

TESTIMONIANZA di Paolo Senni Guidotti Magnani

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Paolo Senni Guidotti Magnani

Racconto edito in Senni Guidotti Magnani Paolo, Cronaca pedante (intimistico-fenomenologica e contemplativa) – Storia di Vladimiro Cospi Procacci Ficcardi alias Oreste Masetti, Pendragon, 2019, pp. 150

Capitolo 4

2010

Gli era sempre piaciuto lavorare con lui, ma ora era successo quasi per caso

Guarda l’orologio sono le nove e cinquanta. Attraversa via Belle Arti e alle nove e cinquantacinque entra nell’Ufficio Scolastico Regionale.

– Scusi, la riunione col dottor Cernetti? – dice rivolto all’usciere.

– Si accomodi, secondo piano, sala ovale in fondo al corridoio, e può salire con le scale o prendere l’ascensore, lei è il primo.

Oreste si siede al grande tavolo, estrae dallo zainetto le carte che ha preparato per la riunione e inizia a ripassarle. Legge con la massima attenzione e rapidissimo sottolinea ora questa e ora quella parola imbastendo mentalmente ciò che pensa di dire. Rilegge l’ordine del giorno e immagina lo svolgersi della riunione di lavoro. Si accorge che stanno entrando alla spicciolata gli altri convocati. Ha smesso di lavorare e ascolta le chiacchiere di reciproco ben trovato. Alla dieci e quindici entra la prof.ssa Rispoli segretaria del progetto che ha inviato le convocazioni della riunione e dice:

– L’ispettore Cernetti mi ha appena chiamato, sta venendo a piedi dalla stazione. Si scusa per il ritardo.

 Oreste guarda l’orologio e riprende a consultare i suoi appunti, poi rivolto alla professoressa Rispoli chiede:

– Fa lei il verbale, professoressa?

– Sì, sì, io, poi ve lo mando per eventuali integrazioni.

– Ok, ok – dice Oreste.

Alle dieci e trenta entra l’Ispettore Cernetti, che saluta gli intervenuti e si siede vicino a Oreste, poi prende la parola:

– Mi scuso per il ritardo dovuto a un problema istituzionale. Sapete sono in corso gli esami di maturità e potete immaginare, ma veniamo a noi. Come sapete lo scopo di questo gruppo è attuare la ricognizione dei documenti disponibili nel vecchio sito sulla Qualità per rinnovarlo e renderlo interattivo. Immagino abbiate letto il promemoria di lavoro inviatoci dal prof. Oreste Masetti, in cui è stato delineato lo sviluppo del lavoro che ci attende, in particolare quello di questa mattina.

Oreste sorride, annuisce e apprezza l’introduzione. Continua l’ispettore:

– Mi permetto solo di riordinare nel modo seguente le quattro aree in cui dovremo organizzare il sito. Oreste ascolta l’ispettore che enuncia le quattro aree e subito pensa: Bravo! Era proprio lì che io non ero riuscito a circoscriverle in modo soddisfacente le quattro aree, ha proprio ragione, la “comunicazione” fa parte dell’“organizzazione” e non è un’area a sé stante.

Quando l’ispettore ha finito l’intervento prendono la parola i componenti del gruppo e, finito il giro, Oreste si rivolge ai presenti:

– Ringrazio l’ispettore di aver fornito coerenza e collegamento alle quattro aree del sito e tutti gli altri per il contributo offerto. Propongo ora di iniziare il lavoro di oggi, di prendere in esame uno alla volta i vecchi file e decidere per ognuno il da farsi. Come ho scritto nel promemoria, se convenite con me, le opzioni sono le seguenti quattro: eliminare, tenere collocando in una delle quattro aree, mettere nell’archivio, tenere ma ristrutturare.

Bussano alla porta. Entra la segretaria del vice-direttore generale facente funzioni:

– Ispettore, la vuole il capo, è urgente.

– Scusatemi, la riunione ormai è impostata, potete proseguire senza di me.

Oreste alza la mano e chiede la parola:

– Siccome penso che oggi non finiremo, proporrei di concordare una prossima riunione verso la fine di agosto.

L’ispettore fa un segno di assenso, chiede di fissare una data e si congeda augurando buon lavoro. Oreste, mentre Cernetti esce, ricorda i dieci anni in cui entrambi lavoravano all’Irrsae Er, ma in uffici diversi. Ricorda che era un formidabile lettore e un ancora più formidabile utilizzatore delle letture e, soprattutto, sapeva collegare letture e fatti, orientare le soluzioni, collegare gli opposti. Oreste pensa che ha sempre desiderato lavorare a stretto contatto di gomito con Cernetti, ma non ci è mai riuscito per un motivo o per un altro e ora quella collaborazione si è avverata quasi per caso. Oreste ascolta gli interventi che classificano e selezionano i file e pensa che le cose hanno preso a marciare nel verso giusto …. ..

TESTIMONIANZA di Caterina Pasqualin

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Caterina Pasqualin

Conoscevo Giancarlo attraverso la lettura dei suoi libri che esprimevano e tutt’ora esprimono anche il mio sentire, la mia idea di scuola e mi hanno offerto e continueranno ad offrirmi suggestioni e stimoli. MI sono stupita di una sua telefonata nella primavera del 2011 con cui mi proponeva per il Master in management per le scuole dell’autonomia -organizzato dall’Università degli Studi di Macerata la docenza, la supervisione di Project Work degli studenti e componente del team valutatori all’esame finale.  Mi sorprese il fatto che conoscesse dettagli della mia esperienza di dirigente scolastica, dell’impegno nell’utilizzo di modelli di TQM nell’istituto che dirigevo e dei riconoscimenti ottenuti da tutta la scuola, dell’attività all’interno di AICQ Education.  Non mi sarei mai aspettata una proposta di collaborazione da una persona del suo valore, della sua riconosciuta competenza, con funzioni di grande responsabilità a livello nazionale. Una grande soddisfazione da parte mia ma nel contempo una grande responsabilità per non deludere le sue aspettative. 

In occasione dei numerosi Convegni ho apprezzato la sua capacità di affrontare temi anche divisivi, di porre in evidenza le dicotomie, le opposte posizioni ma con l’intento di cogliere sempre le possibilità di tenerle insieme, di mediare, di aprire varchi senza demolire. Spesso, a fine lavori, si intratteneva con cordialità con noi di Aicq per condividere e confrontarsi anche su novità importanti che stavano maturando a livello nazionale ascoltando con interesse i diversi pareri. Ricordo una serata estiva sulle rive del lago Maggiore a Stresa (agosto 2015), dopo una giornata di Convegno a cui lui stesso aveva partecipato come relatore insieme a molti di noi di Aicq e altri colleghi.  Eravamo in 5-6 intorno a lui dopo cena desiderosi che ci raccontasse qualche dettaglio dei suoi impegni romani. Era un periodo di grandi cambiamenti nella scuola quali il SNV e le azioni conseguenti quali l’obbligatorietà della formazione in servizio, la costruzione del RAV, del Piano di miglioramento, del PTOF da parte delle scuole… Ma più che parlarci ascoltava molto, chiedeva il nostro parere su diversi aspetti, interloquiva e rielaborava, proponeva azioni coerenti con quei discorsi, con quelle parole. Un intreccio di ruoli e di esperienze.  Rimasi stupita dalla quantità di appunti fissati in un suo quaderno, come se non volesse perdere nulla di quello che veniva espresso e proposto. 

A dicembre dello scorso anno gli scrissi un messaggio chiedendogli se potevo parlargli per porgli un quesito sulla scuola 1-5 anni. Nonostante fosse in ospedale mi rispose. Io non sapevo che le sue condizioni di salute erano molto gravi. Ho saputo poi che, pure da quel letto, non smise di operare per la scuola.

TESTIMONIANZA di Monia Berghella

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Monia Berghella

Giancarlo Cerini ha rappresentato anche per me un punto di riferimento per tutti gli anni della mia carriera scolastica. Agli incontri dove lui era presente non si ascoltava semplicemente …Cerini, dopo (o prima) le plenarie, chiamava a discutere dei problemi attorno a piccoli tavoli… approfondiva con chi riteneva avesse “le mani in pasta”. Mi è capitato di partecipare ad alcuni di questi tavoli (sulla formazione dei docenti, sulla valutazione, sul Sistema nazionale di valutazione, sul RAV…). Cerini era grande, era alto e volava alto, “curvandosi” a studiare le piccole cose, cogliendo in ognuno un concetto, una parola, che lui sapeva trasformare in progetto, in visione, in dieci punti, in metafore! Stargli accanto mi emozionava, mi imbarazzava, mi lusingava enormemente. Ho sempre invidiato chi ha avuto la fortuna di lavorare al suo fianco, quelli che scrivevano per lui tutte le settimane, i suoi più stretti collaboratori.

Ogni singolo (prezioso!) incontro con Giancarlo Cerini è stato per me un momento di crescita, di trasformazione, di speranza per una scuola migliore… e Cerini aveva la capacità di farti sentire parte di quel miglioramento.

Mi invitò a scrivere su “La Rivista dell’Istruzione” n. 6/2011 l’articolo “La costruzione di comunità di pratiche negli istituti comprensivi”, a seguito della mia partecipazione al Master in management dell’autonomia, dove era relatore della mia tesi. Cerini mi propose di scrivere questo articolo a partire da una mia frase che gli piacque: “la formazione è la linfa del processo di insegnamento-apprendimento”.

Anche sulla meravigliosa rivista “Scuola 7- la settimana scolastica”scrissi per lui l’articolo “La formazione in servizio nel contratto… Stop? No, avanti adagio” -19 febbraio 2018 n.78 Tecnodid Editrice. Tutto partì a conclusione di un incontro dedicato al Portfolio del Dirigente scolastico, nel quale mi trovai ad esprimere il mio rammarico per il nuovo CCNL che non recepiva la formazione obbligatoria per i docenti, raccontando la fatica delle formazioni volontarie… “uscire dal caldo tepore domestico nei pomeriggi piovosi d’inverno, per tornare tra i banchi vuoti delle aule a discutere, per esempio, se ha senso il gerundio nei problemi di matematica – a termosifoni spenti!”

Nel 2014 Cerini partecipò ad un piccolo tavolo di lavoro su invito del DS Manganaro, stavamo lavorando ai curricoli verticali e ci “inventammo” un “Manifesto di quartiere” per interpretare la suggestiva idea di un “comprensivo di territorio”, come un campus con aule didattiche sparse sul quartiere, volte alla individuazione degli elementi e alla messa in comune delle strategie finalizzate alla realizzazione della personalità dello studente in uscita in tutte le sue dimensioni, così come previsto nel profilo delle competenze al termine del primo ciclo d’istruzione. (La collaborazione tra i quattro Istituti Comprensivi era iniziata nell’A.S. 2012/13 attraverso il coordinamento delle singole commissioni di lavoro, un percorso di formazione comune degli insegnanti e la redazione del Manifesto d’Intenti di quartiere). Questa prima collaborazione, di cui Cerini fu il padrino, fruttò i successivi progetti di rete “La didattica che vorrei” e “Imparare come vorrei”.

Questo (anche…) è stato Cerini: ingegnere-carpentiere-costruttore di reti, di comunità, di vision, di Scuola. A lui, maestro dell’uso del tempo, dell’attesa e della tempestività, sono debitrice: gli devo ancora quelle idee di scuola che sono rimaste “in cantiere”, che non ho saputo

TESTIMONIANZA di Sheila Bombardi

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Sheila Bombardi

Per quanto attiene ai miei ricordi diretti, sono molto pochi. Mentre sono state moltissime le letture e gli stimoli e gli insegnamenti ricevuti seguendolo dal 2003 (con riflessioni sempre importanti per i miei vari lavori), sono stati purtroppo pochi i momenti di dialogo diretto (alla formazione Vales 2013 e SNV, alcune email negli anni, a Stresa con voi). Sempre disponibile e curioso e generoso! Cercherò quindi di dare il mio contributo concreto per ricordarlo, per le parti che ho più seguito (autovalutazione, standard professionali, competenze docenti, formazione iniziale, reclutamento,…). 

TESTIMONIANZA di Nerino Arcangeli

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Nerino Arcangeli

Giancarlo… ci siamo conosciuti per la prima volta nel giugno del 1989 nel Consiglio Direttivo dell’IRRSAE Emilia-Romagna e Tu eri già l’Ispettore Cerini.  Ti guardavo con ammirazione per la Tua preparazione, per la Tua voglia costante di innovazione e anche  perché nei Tuoi interventi tutto il Consiglio Direttivo IRRSAE ritrovava sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di unitario e qualcosa di molto concreto e fattibile per il bene della scuola.

Da quel momento la “nostra vita professionale” si è via via snodata ed incrociata insieme fino all’ultimo nostro incontro di giovedì 13 febbraio 2020 a Peschiera al Convegno su “Indicazioni Nazionali e competenze di cittadinanza”.

Giancarlo… che dirTi… sono stato veramente bene con Te… nel decennio dal 1989 al 2000 quando si collaborava insieme tra noi ricercatori dell’IRRSAE Emilia-Romagna e la  Sovrintendenza Scolastica Regionale per l’applicazione dei nuovi programmi della scuola elementare del 1985 con i relativi gruppi di lavoro… quando si seguiva la sperimentazione della nuova scheda di valutazione per la scuola elementare e la scuola media…  quando si valutavano i Progetti di sperimentazione delle scuole ex art 3 del DPR 419/74… in quel periodo avevi la responsabilità della rivista dell’IRRSAE “Innovazione educativa”.

Al termine degli anni ‘90 e primi anni 2000 abbiamo vissuto la stagione dell’inizio e del consolidamento dell’autonomia scolastica”… e in quel periodo per le Tue competenze sei via via decollato a livello nazionale, costruendo una rete di relazioni veramente significativa con  persone della scuola… all’interno di riviste specializzate nell’ambito della educazione, della istruzione e del territorio. Ti chiamavano dovunque… e Tu eri sempre disponibile… e continuavi a scrivere su testi e riviste e il Ministero fruiva delle Tue competenze e Tu Ti rendevi disponibile… come hai fatto fino all’ultima responsabilità nella “Commissione 0 – 6”. 

Che bravo!

Solo la Tua capacità di ascolto delle persone, di valorizzazione e di integrazione di diverse culture del mondo della scuola poteva riuscire a costruire una rete così tanto ampia e così tanto qualificata.

Nel decennio 2000 – 2010 le nostre strade professionali… Giancarlo… si sono proprio incrociate ancora di più: – i 16 gruppi di lavoro regionali sulle prime “Indicazioni nazionali” con la pubblicazione dei 16 volumi con oltre 2000 pagine a stampa diffusi in tutte le scuole della regione; – i tre  concorsi per Dirigenti Scolastici del 2003, 2004 e 2006… in cui mi piaceva moltissimo lavorare con Te come Tutor e Tu formalmente avevi la responsabilità di tutto… era l’era della Dirigenza  Stellacci all’Ufficio Scolastico Regionale… quanti incontri… quanti gruppi di lavoro… quanti convegni residenziali a Bellaria e/o a Rimini… quante migliaia di docenti e quante centinaia di Dirigenti Scolastici della regione Emilia-Romagna  coinvolti; – la valorizzazione delle Associazioni Professionali degli insegnanti con la ricerca sul portfolio dei docenti;  – la collaborazione tra Te ed AICQ Education Emilia-Romagna… uno strumento efficace di confronto per migliorare la qualità del servizio scolastico… preparatorio e propedeutico al RAV; – dal 2006 al 2008 la relazione professionale con Te… Giancarlo… nello stesso Ufficio Scolastico Regionale… quanto impegno e quanta passione dedicati alle persone della scuola (Dirigenti scolastici – Docenti – Genitori – Personale ATA); – il tutoraggio per i Dirigenti Scolastici neoassunti… Giancarlo… lo sai… è un’altra esperienza innovativa voluta da Te e vissuta solo nella nostra Regione Emilia-Romagna.

Giancarlo… Ti ringrazio per averTi incontrato… sempre sorridente… pacato… amabile… costruttivo… sempre alla ricerca del nuovo da vivere… sempre disponibile… lo sai… Giancarlo… lo sai anche Tu… di Te ci si poteva sempre fidare fino in fondo… e quando entravo nel Tuo ufficio e un po’ titubante (eri sempre molto impegnato…) spesso  Ti chiedevo: “Giancarlo… quando mi dai udienza? Ho bisogno anche solo di pochi minuti…” Ero felice se mi dicevi: “Aspetta che guardo in agenda… beh potremmo fare domattina sul treno delle 8!” Ero contento, perché la mattina seguente, dopo essere salito a Imola sul treno per Bologna, sarei venuto a cercarTi  come al solito in prima classe ed il Tuo volto sorridente mi avrebbe accolto come sempre, poi avresti messo da una parte gli appunti, scritti sempre in modalità fine e minuta, mi avresti chiesto un parere sul titolo dell’ ultimo articolo che avevi intenzione di scrivere o che stavi scrivendo e mi avresti ascoltato. E’ successo così anche a Peschiera nel nostro ultimo incontro… prima mi hai parlato di Te… poi mi hai ascoltato… Giancarlo grazie! Grazie per tutto quello che mi hai insegnato e per tutto quello che insieme abbiamo condiviso! Grazie! Giancarlo… grazie!